Il risultato ottenuto è che chi può permetterselo potrà tranquillamente praticare la fecondazione eterologa in uno stato estero in cui sia consentita. Chi non può permetterselo come al solito si attacca. Le limitazioni alla ricerca continueranno a fare in modo che alcuni tra i migliori scienziati italiani siano costretti a recarsi all’estero per poter svolgere in maniera adeguata il proprio lavoro. Questi paesi ci rivenderanno poi scoperte e tecnologie a prezzi esorbitanti. Ottimo.
E quanti ne ho sentiti di quelli che “voterò no o mi asterrò, perchè con la fecondazione eterologa non mi sentirei davvero padre”. Nella maggior parte dei casi la fecondazione eterologa viene effettuata attraverso la donazione dell’ovulo e non dello sperma. Comunque. La domanda non era “Vuoi essere obbligato per legge a dover utilizzare la tecnica della fecondazione eterologa?”. Si trattava semplicemente di dare la possibilità a chi invece si sentirebbe padre, a chi ne ha bisogno, a chi lo desidera di poter scegliere. Invece no.
Facciamo un referendum per eliminare il quorum nei referendum. E se non arriveremo al 50% + 1… beh, avremo vinto.







